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Batterista e compositore, autodidatta nell'uno e nell'altro ruolo, salvo un pò di didattica della batteria in tarda età indottrinatagli dall'amico e grande drummer Mauro Gherardi (V. Rossi, L.Carboni.L.Dalla, P. Bertoli per citarne alcuni), nasce a Mesagne (BR) cittadina del padre ma vive buona parte della sua vita a Campi Salentina (Lecce), cittadina della madre. Un Salentino D.O.C. e sappiamo bene quanto generosa sia questa terra ricca di cultura e tradizioni popolari espresse anche nella danza che si integra con la musica (La Taranta,n.d.r.),terra che è nel suo DNA e nonostante abiti da ormai molti anni in Emilia passando per la Capitale, ancora oggi ne mantiene non solo l'accento, difficile da eliminare ma anche il dialetto costringendo via via a seconda dei posti gli altri ad impararlo e addirittura ad accennarne la pronuncia.Del resto suo figlio che è nato a Scandiano (Reggio Emilia) da madre emiliana, parla come è giusto che sia anche la lingua leccese.Fin da piccolo picchiava sui fustini di un noto detersivo qualcuno li ricorda ancora, istintivo da subito capace di "accompagnare" ritmicamente le canzoni dell’epoca.In quegli anni è difficile trovare chi insegna a suonare la batteria manca una conoscenza dello strumento tutto si riduce ad uno studio della musica e del tamburo rullante gestito delle tante bande comunali che porta ad una espressività puramente appunto "bandistica" che ad Al(fonso) non interessa anzi lo annoia. Un'altra possibilità è data dal Liceo Musicale (Conservatorio) ma a Lecce non vi è una sezione dedicata alle percussioni bisogna arrivare fino a Bari e comunque sono percussioni sinfoniche, non è la "Batteria". Intorno ai diciotto anni con il maestro Elvino Pozzi, un insegnante del Liceo Musicale leccese, diplomato in percussioni il quale ha cominciato ad attuare un metodo per batteria su modelli americani,comincia a prendere delle lezioni interrotte quasi subito a causa del trasferimento di quest'ultimo in un Liceo più vicino alla sua cittadina d'origine, Cattolica (RN). La musica è in ogni caso nel suo DNA come la sua terra l’ascolta e l’assorbe di continuo, sin da piccolo canta anche. La prima vera batteria arriva a fatica dopo avere tartassato a lungo il padre e la madre che lo volevano solo al Liceo, è una “Tama Swingstar” comincia così a suonare in varie situazioni nelle feste di piazza che imperversano al sud grazie alle tante occasioni date dalle ricorrenze religiose. Dopo questa' esperienza deludente per certi versi, guarda ad un progetto diverso orientato sulla possibilità di avere un gruppo per fare della musica un po’ più impegnata delle canzonette di piazza. Ci vorrebbe un' edizione “Treccani” per raccontare tutta la storia basti sapere che è sempre stato preso da molti interessi e la batteria è solo uno di questi, è attirato anche dalla comunicazione e il nuovo vento delle radio cosiddette libere lo affascina a tal punto che per molti anni mette lo strumento in secondo piano per intraprendere con molte soddisfazioni la strada dell’intrattenimento musicale via “etere”. La passione per la musica resta che sia ascoltata, trasmessa per radio (quindi fatta ascoltare), suonata o addirittura composta non cambia ne mai si sopisce e anche quando nell’89 sembra chiudere i battenti e appendere le bacchette al chiodo dopo una serata di carnevale con gli ultimi compagni di viaggio, la sua musica è li in agguato pronta a risorgere al momento giusto. Così approdato a Reggio Emilia viene dopo pochissimo tempo coinvolto nel giro dei pianobar cantando e suonando le tastiere anche se molto lavoro lo fanno le basi midi. Qesta attività lo impegna fino al 2002 girando mezza “Emilia” servendosi di volta in volta secondo le necessità di patners femminili diverse là dove era richiesto il “Duo” .Mai più riprese le bacchette fino a quel momento, riscocca ad un tratto la scintilla del suo primo “amore” la batteria.Non ricorda com'è stato ricorda solo di essersi trovato in un negozio e di averne vista una elettronica con i pads, quindi da potere usare anche in un appartamento. Da allora si è ributtato a capofitto nello studio dello strumento e non si è più fermato e il resto è storia, quella dei “Zona Cesarini”, degli A.T.B. (Around The Blues), degli "HOOP" (progetto "POOH Coverband) e di quanti altri progetti nasceranno, per lui la musica è la “DONNA DELLA SUA VITA”  E’ solito dire: “La mia compagna deve amare prima la musica e poi me!


 
 
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